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La carnitina è essenzialmente un prodotto chimico che sta alla base di numerosi integratori alimentari per dimagrire ed, inoltre, presenta numerose caratteristiche vantaggiose che sarebbe bene approfondire. Essa viene sintetizzata a partire da due amminoacidi essenziali, ovvero la Lisina e la Metionina, con la particolarità che devono esserci la Niacina, la Vitamina B6, la Vitamina C ed il ferro. La carnitina fa parte degli amminoacidi a catena corta ed è presente in misura maggiore nella carne, nei prodotti caseari oltre che negli alimenti di origine vegetale anche se in misura minore. Un'ottima fonte di carnitina sono l'avocado ed il Tempeh (semi di soia fermentati). Si pensa che essa sia buona per lo smaltimento dei grassi in quanto favorisce lo sviluppo della massa magra, a discapito naturalmente di quella grassa. Per tale motivo moltissime aziende hanno sperimentato lo sviluppo di numerosi integratori, al fine di immetterli sul mercato. Ma quindi si può affermare che la carnitina fa dimagrire? Scopriamolo in questo articolo!

Come funziona la Carnitina?

Il ruolo della carnitina nel dimagrimento ruota intorno al fatto che essa facilita l'ingresso degli acidi grassi nel mitocondrio, al fine che tali acidi grassi possano essere degradati e trasformati in energia favorendo in tal modo la perdita di peso e, pertanto, il dimagrimento. Deve essere detto, però, che le proprietà dimagranti della carnitina ancora non sono state scientificamente dimostrate, nonostante le proprietà biochimiche di questo composto chimico siano comunemente note a tutti.

La carnitina per dimagrire: è possibile?

Come già detto in precedenza la carnitina, se abbinata ad una costante attività fisica, può portare ad ottimi risultati in termini di perdita di peso e dimagrimento, aumento della massa muscolare ma anche relativamente al miglioramento delle performance per quanto riguarda gli sportivi. Per quanto concerne, invece, il lato estetico la carnitina può essere utilizzata nel settore del benessere: è ottima in quanto aiuta a ridurre l'inestetismo della cellulite. Esistono in commercio numerose creme a base di carnitina che servono proprio a questo scopo: in questo caso il suddetto amminoacido aiuta a regolare il drenaggio della cute e della circolazione del sangue. Dal punto di vista sanitario, invece, nel corso degli anni sono state condotte numerose ricerche sulle proprietà, benefiche e non, della carnitina con lo scopo di precisare quale sia il ruolo che essa possa rivestire sia a livello biologico, sia a livello clinico e sanitario.

 

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Tali studi hanno evidenziato come la carnitina sia efficace nel mantenere in buona salute l'apparato cardiovascolare e, in particolare, nel migliorare le condizioni di pazienti affetti da patologie quali la zoppia intermittente, dislipidemie con la possibilità che il rischio aterosclerotico aumenti, oltre a quei pazienti con maggiore possibilità di sviluppare malattie vascolari periferiche. Pare che in pazienti di questo tipo l'utilizzo della carnitina abbia migliorato di gran lunga le condizioni, e la qualità della vita, in generale. La carnitina ha la capacità di abbassare il colesterolo ed i trigliceridi nel sangue, oltre ad innalzare i valori dell'HDL ovvero il cosiddetto colesterolo buono. Alcuni studi hanno dimostrato come la carnitina abbassi il livello delle lipoproteine, i quali sono considerati i responsabili dei casi di infarto del miocardio. Essa, inoltre, migliora l'ossigenazione delle cellule apportando, in tal modo, numerosi benefici alla salute del cuore. Numerosi sono gli effetti benefici sul sistema nervoso e, in particolare, sui pazienti affetti da Alzheimer: tale malattia è dovuta alla carenza di un neurotrasmettitore, ovvero l'acetilcolina, e la carnitina funge in un certo senso da sostituto svolgendo funzioni antiossidanti e fungendo da stabilizzatore delle cellule cerebrali. Essa, inoltre, apporta numerosi benefici a tutti coloro i quali soffrono di tiroide, in quanto il trasporto degli ormoni tiroidei viene rallentato con una conseguente minore azione sulle cellule obiettivo di tali ormoni.

La carnitina e gli effetti collaterali che comporta

Aldilà degli effetti dimagranti, la carnitina può comportare alcuni effetti collaterali se, ad esempio, viene assunta in dosi non adeguate. Se utilizzata in eccesso, infatti, può provocare gastriti, nausea, crampi, vomito e diarrea. È possibile, inoltre, che insorgano problemi a livello ematico con conseguente aumento dell'aggregazione delle piastrine del sangue. Non è consigliabile assumere carnitina nel caso si sia affetti da epilessia e da problemi che interessano la tiroide, in quanto l'aminoacido in questione potrebbe portare al verificarsi di ulteriori eventi convulsivi. Nessuna ricerca ha dimostrato che l'uso della carnitina, durante il periodo della gravidanza, sia dannoso per la salute della gestante. Pertanto non è sconsigliato l'uso di carnitina durante questo particolare periodo, visto l'aumento del consumo/fabbisogno di questo peculiare integratore nel periodo della gestazione. Nonostante l'opinione generale sostenga che l'assunzione di carnitina non rappresenti un rischio in questo caso, è sempre bene stare in guardia riguardo l'assunzione di carnitina, calcolando bene il rapporto rischio/beneficio. Questo si deve fare poiché bisogna ricordare che la carnitina è inserita nella classe B, per quanto concerne l'uso che se ne fa in gravidanza. La carnitina, infatti, fa parte di quei prodotti e di quei farmaci per i quali non vi sono studi dettagliati relativi all'uso che ne fa l'uomo.