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L’intolleranza al lattosio è una condizione che si verifica quando il consumo di latte e latticini provoca una reazione, consistente in disturbi del tratto gastrointestinale quale gonfiore, dolore e diarrea. Si verifica quando viene a mancare il lattasi ossia un enzima che svolge la funzione di scindere e digerire il lattosio, lo zucchero maggiormente presente nel latte. Se non correttamente digerito, il lattosio resta nell’intestino e la flora batterica provvede a fermentarlo: ne derivano gas e diarrea. Si tratta di un disturbo molto diffuso; è stato infatti stimato che circa il 50% della popolazione mondiale ne è affetto. Andiamo ad approfondire, nei prossimi paragrafi, cos'è l'intolleranza al Lattosio.

Cause

L’intolleranza al lattosio può essere primaria: la causa è da individuare in un difetto genetico per cui i sintomi vengono in evidenza fin da piccoli. In alcuni casi emerge in età adulta, in considerazione della progressima diminuzione di lattasi. L’intolleranza viene invece definita secondaria quando è una conseguenza di altri disturbi intestinali, in genere infezioni. 

Si parla, a tal proposito, di disturbo transitorio che tende a regredire in pochi mesi. Vi è poi una terza forma piuttosto rara, definita congetiva. Viene in evidenza al momento della nascita e consiste in una completa assenza di lattasi: tale intolleranza è destinata a durare per tutta la vita.

Cosa significa intolleranza al Lattosio: i sintomi

I sintomi dell’intolleranza al lattosio tendono a manifestarsi da 30 minuti a 2 ore, dopo aver consumato cibi contenenti il latte. Consistono in diarrea, nausea, flatulenza e gonfiore addominale a secondo di quanto lattosio viene assunto e di come l’organismo di ciascuno risponde a tale sostanza. A seconda del grado di carenza dell’enzima lattasi, le manifestazioni variano di entità ed importanza. 


Diagnosi

Il modo per accertare se si è intolleranti al lattosio è quello di sottoporsi al breath test o test del respiro. Si tratta di un esame non invasivo e consiste nel somministrare lattosio ad un soggetto, per rilevare la quantità di idrogeno nell’aria espirata. Nel caso in cui risulta superiore rispetto a quella evidenziata nella fase precedente alla somministrazione, si è intolleranti al lattosio. L’esame dura all’incirca 3 ore ed occorre bere una soluzione di lattosio. Il paziente deve poi soffiare in una sacca ogni trenta minuti. In caso di cattivo assorbimento della soluzione assunta, nell’intestino si innesca un processo di fermentazione con aumento della produzione di idrogeno.

Tale incremento sta a testimoniare un cattivo assorbimento del lattosio. Il breath test è il più sicuro preciso nell’accertamento del disturbo; vi sono però ulteriori esami a cui sottoporsi.Tra questi ricordiamo il Test Genetico volto ad individuare la predisposizione all’intolleranza al lattosio sulla base di un attento studio della composizione genetica. In questo caso si utilizza un tampone boccale per un prelievo riguardante la zona della mucosa orale. Si tratta di un test molto semplice da effettuare e quindi eseguibile anche nel bambino.

E’ inoltre possibile effettuare una biopsia, esame molto invasivo e quindi consigliato in situazioni particolari. Infine si può ricorrere a due differenti esami del sangue: il primo utile ad accertare un’ipotetica predisposizione, il secondo invece consiste nell’effettuare prelievi dopo la somministrazione di lattosio. Quest’ultimo è molto simile al breath test ma risulta essere molto più invasivo.

Alimentazione e cura

Per poter ovviare a tale problematica, la soluzione è quella di eliminare o ridurre il lattosio dalla propria alimentazione. In molti casi non è necessario evitare del tutto il latte e derivati: ciascun soggetto tollera infatti una determinata quantità di lattosio. Tale sostanza è presente in numerosi alimenti, motivo per cui risulta piuttosto difficile eliminarlo del tutto. Chi è assolutamente intollerante al lattosio dovrà dunque informarsi su tutti i prodotti che lo contengono, anche in quantità minime. Leggere le etichette, al tal fine, risulta fondamentale in quanto viene spesso impiegato come addensante e conservante in numerosi prodotti. In commercio è oggi possibile trovare latti privi di lattosio; molti formaggi sono inoltre privi di tale sostanza.

Al contrario sono da evitare i formaggi freschi dove il lattosio è contenuto in alte quantità. Non vi sono farmaci in grado di agire su tale disturbo: l’unica soluzione è data dunque da una particolare attenzione alla dieta. E’ opportuno però assumere integratori di calcio, per ovviare alla carenza derivante dal mancato consumo di alimenti che lo contengono. Importanti sono anche gli integratori di lattasi, da assumere prima dei pasti, nel caso in cui si ha il dubbio circa la presenza o meno di lattosio negli alimenti. Questi infatti ne facilitano l'assimilazione tuttavia quando l'intolleranza è acuta non sono in grado di evitare l'insorgenza di sintomi legati al consumo di alimenti con lattosio.

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