curare disturbi come l'anemia

 

La carenza di ferro: in che cosa consiste?

“Si definisce anemia [...] la riduzione patologica dell’emoglobina (Hb) al di sotto dei livelli di normalità, che determina una ridotta capacità del sangue di trasportare ossigeno. Quando l’anemia si instaura lentamente, i sintomi sono spesso vaghi e possono includere: sensazione di stanchezza, debolezza, mancanza di respiro o di una scarsa capacità di compiere esercizi. (fonte: Wikipedia). L’anemia può essere provocata da carenze dal punto di vista alimentare, che possono essere dovute ad un regime alimentare povero di ferro, vitamina B12, vitamina C e acido folico; elementi come l’acido folico e la vitamina B12 sono considerati essenziali per la formazione di globuli rossi sani. Può manifestarsi anche nel caso di patologie gravi relative ai reni e al midollo osseo e può presentarsi in diverse forme, come per esempio intossicazione, infiammazione, difetto di membrana. La forma più diffusa è rappresentata dall’anemia da carenza di ferro, la quale deriva da una scarsa quantità di ferro presente nella dieta di una persona, da un maggiore fabbisogno durante le varie fasi della crescita e da problemi di assorbimento.
Innanzitutto, si dovrebbe procedere adottando un regime alimentare salutare, bilanciato ed equilibrato e introducendo alimenti come la carne, in particolare la carne rossa, il fegato, il pesce, i crostacei, le uova, i legumi, i cereali, la frutta secca e la verdura a foglia verde. Il cibo di origine animale permette un migliore assorbimento del ferro rispetto agli alimenti di origine vegetale, in cui l’assorbimento è minore e può essere incrementato integrando una sostanza come la vitamina C, presente nei kiwi e negli agrumi. Si possono considerare anche la vitamina A, le vitamine del gruppo B, il calcio, il manganese, il rame per completare l’assorbimento del minerale nel modo corretto.

prodotti per carenza di ferro

 

Le principali soluzioni per risolvere disturbi come l’anemia

Per quanto riguarda gli alimenti, si consiglia di consumare il caffè e il tè lontano dai pasti in quanto contengono sostanze che contrastano l’assorbimento del ferro; si possono introdurre alimenti come la barbabietola rossa, la quale costituisce un ottimo ricostruttore degli elementi nel sangue, l’argilla ventilata che deve essere sciolta in acqua e la cui dose può essere aumentata in modo progressivo, le alghe, l’avena e il lievito di birra. Infine, è importante considerare le proprietà caratteristiche della frutta, in particolare di mele, albicocche, uva, mirtilli, datteri e limoni. In alcune situazioni è possibile scegliere prodotti come gli integratori naturali alimentari di ferro, i quali si possono trovare anche tra i rimedi naturali della fitoterapia.
L’omeopatia offre ulteriori soluzioni per curare la carenza di ferro: in questo caso, il medico omeopata si occupa di individuare la patologia in questione, di osservare la personalità della persona e la sua reattività a determinate condizioni esterne; infatti secondo l’omeopatia, la patologia può derivare da un disordine dell’organismo provocato da intossicazioni, uno stile di vita non regolare o situazioni di stress. Nel caso in cui la carenza di ferro sia notevole, si può ricorrere alla scelta di integratori di ferro: è importante considerare formulazioni che includono ferro altamente biodisponibile, cioè ferro che viene assorbito facilmente dalla mucosa intestinale. Un integratore di buon livello dovrebbe contenere anche altri elementi in grado di facilitare e garantire l’utilizzo del ferro da parte del corpo, come l’acido folico, la vitamina C, la vitamina B12, e alcuni minerali che servono per la produzione di globuli rossi come lo zinco, il manganese e il rame.