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La Carnitina è un acido carbossilico, un aminoacido a catena corta presente nei tessuti degli animali e in alcune piante, che non viene utilizzato dal metabolismo corporeo per la sintesi proteica ma presenta altri scopi biologici. L'organismo umano normalmente sintetizza la Carnitina dalla lisina e dalla metionina e viene utilizzata nel ciclo di produzione e trasformazione di energia come vettore degli acidi grassi a catena lunga all'interno delle cellule verso i mitocondri, partecipando al cosiddetto Ciclo di Krebs. La Carnitina risulta essere un  fattore chiave nel metabolismo energetico anche nello smaltimento di sottoprodotti dannosi della sintesi energetica quali l'acido lattico. Ma la sua assunzione va compunque regolata in base alle caratteristiche fisiche di chi l'assume quindi, nello specifico, è consigliato l'utilizzo della carnitina in Gravidanza? Scopriamolo nel seguente articolo.

Carnitina e gravidanza: approfondiamo l'argomento

Determinate disfunzioni metaboliche possono portare a deficit importanti di questa sostanza e possono prodursi a riguardo stati cronicizzanti come la Sindrome Cronica di Affaticamento o la Sindrome di Reye. Il deficit di Carnitina si associa a forme gravi di miopatia e comporta alterazioni nel metabolismo con accumulo di acidi grassi non ossidati nel tessuto muscolare scheletrico.

Le cause del deficit di Carnitina sono da imputare normalmente ad alterazioni geneticheNei soggetti affetti da sindromi di tipo genetico la somministrazione di Carnitina è fondamentale per scongiurare il decorso di patologie molto gravi e cronicizzanti quali la miopatia scheletrica, la cardiomiopatia, e l'iperammoniemia. Nei soggetti che purtroppo presentano il deficit da Carnitina per motivi genetici si ricorre a dosaggi mirati e trattamenti specifici eseguiti solamente da personale medico specializzato. Normalmente tali patologie riescono così ad essere contenute e gestite efficacemente nel tempo. In ambito medico la Carnitina trova altre applicazioni nei pazienti affetti da problemi cardiaci a livello della mobilità muscolare del cuore. Numerosi studi confermano una azione nella stimolazione del moto muscolare cardiaco regolarizzandone la contrattilità.

L'uso della Carnitina si è dimostrata di una certa utilità nel trattare l'ischemia cardiaca, le arteriopatie periferiche e nel controllo dei trigliceridi come nell'incremento dei livelli del colesterolo buono o HDL. 
Inoltre è stato osservato che una produzione regolare di Carnitina a livello metabolico incrementa la vasodilatazione periferica migliorando la microcircolazione, la salute dei capillari e ottimizzando così lo scambio osmotico tra ossigeno e anidride carbonica.

La Carnitina può essere assunta come integratore alimentare?

Qualora si ritenga di avere un deficit di Carnitina chiaramente non associabile a nessuno degli stati patologici sopra descritti è possibile, anche dopo aver consultato un dietologo, l'assuzione di Carnitina in preparati appositi e integratori alimentari. Spesso si fa ricorso alla Carnitina se si fa molto sport o allenamento in palestra perché i costanti sforzi ai quali vengono sottoposti i nostri muscoli creano delle micro-rotture a livello delle miofibrille, le fibre muscolari. Il concetto di sforzo fisico risiede anche nella capacità naturale della nostra muscolatura di rigenerarsi a seconda della fatica fisica. Le micro-lesioni che avvengono a livello delle fibre muscolari sono molto utili per rafforzare il muscolo stesso e ne stimolano la crescita. Una buona biodisponibilità di Carnitina può fungere da acceleratore nel metabolismo energetico e agevolare di conseguenza la crescita muscolare. 

 

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Carnitina in gravidanza: è possibile un'assunzione responsabile?

Recenti evidenze scientifiche suggeriscono che l'assunzione di Carnitina durante la gravidanza in associazione al DHA, un acido grasso polinsaturo della famiglia Omega-3, instauri un effetto sinergico e complementare nel prevenire molte delle più comuni complicanze quali ad esempio la gestosi e il diabete gestazionale. La gravidanza è una condizione molto impegnativa da ogni punto di vista e a volte si accompagna ad un deficit progressivo di Carnitina fino al 50% della biodisponibilità del corpo della gestante, soprattutto dal 1° al 3° trimestre. Le cause risiedono principalmente nel passaggio di Carnitina dalla madre al feto, nella rimozione di metaboliti tossici come l'acido lattico e una costante riduzione della biosintesi di Carnitina indotta dalla carenza di ferro, di lisina e di metionina. 

Durante la gravidanza molti dei nutrienti disponibili vanno a costituire il feto, inoltre il corpo va incontro a profonde modifiche fisiche che continueranno anche nella successiva fase post-parto con l'allattamento.
La sinergia tra Carnitina e DHA (Omega 3) ha anche un ruolo importante nella riduzione di disturbi di tipo psicofisico come la classica depressione post parto.

 

 

Conclusioni

E' opinione diffusa e condivisa che l'assunzione di Carnitina, proprio per il suo ruolo di vettore lipidico nella produzione di energia all'interno dei muscoli, abbia un ruolo determinante nella creazione di massa muscolare e nell'indurre dimagrimento. Altro motivo per cui si ricorre alla Carnitina in forma di integratore risiede nella sua capacità di velocizzare la produzione di energia e contribuire allo smaltimento dell'acido lattico, croce e delizia di ogni sportivo e non solo. Nonostante esistano forti motivazioni logiche all'uso della Carnitina in ambito sportivo sembra che non ci siano sufficienti riscontri scientifici sulla sua reale efficacia nel migliorare le prestazioni dei nostri muscoli. Diverso invece è il discorso di una eventuale assunzione di Carnitina in sinergia con acidi grassi tipo omega 3 durante la gravidanza.

Evidenze scientifiche dimostrano che esiste una sinergia benefica tra Carnitina e DHA (omega 3) e che quindi una loro somministrazione anche sotto forma di integratore alimentare possa essere di supporto alla prevenzione delle più comuni complicanze durante la gravidanza e quindi mantenere in salute sia la madre che il futuro bambino.