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Cosa sono gli omega 3?

Gli omega 3 sono un gruppo di acidi grassi polinsaturi, ovvero la loro catena idrocarburica presenta delle insaturazioni, la prima delle quali in corrispondenza del terzo atomo di carbonio contando a partire dall'ultimo (carbonio omega), da cui il nome. Sono acidi grassi essenziali, intendendo con questo termine che il nostro organismo non è in grado di sintetizzarli da sé, ma vanno introdotti attraverso la dieta. Il loro capostipite è l'acido alfa-linolenico (ALA), acido grasso a 18 atomi di carbonio e 3 insaturazioni, nelle posizioni 9, 12, 15. É importante sottolinearne la struttura chimica poiché è da questa che deriva la sua funzione: gli acidi grassi polinsaturi, infatti, proprio grazie alle loro insaturazioni che li rendono meno rigidi, sono incorporati nei glicerofosfolipidi, componenti fondamentali delle membrane biologiche, cui conferiscono la tipica consistenza semi-fluida, abbastanza rigida da fungere da barriera selettiva nei confronti di potenziali sostanze dannose che non devono essere portate all'interno della cellula, ma al contempo attraversabile dalle molecole chimicamente affini o "autorizzate" ad entrare nella struttura cellulare dalla presenza di uno specifico carrier (proteina trasportatrice di membrana). I più importanti omega 3 derivati dall'ALA sono poi l'EPA, acido eicosapentaenoico, e il DHA, acido docosaenoico.

Quali sono gli ulteriori benefici degli omega 3?

A parte la loro funzione fisiologica di componenti strutturali delle membrane, gli omega 3 sono anche i precursori di molecole fondamentali per la risposta infiammatoria: gli eicosanoidi. In questa grande classe di molecole rientrano le prostaglandine, leucotrieni, trombossani, prostacicline e lipossine, conosciute anche come "superormoni", dal momento che svolgono svariate funzioni regolatorie. Ad esempio, esse modulano, oltre alla risposta immunitaria e all'infiammazione, anche il sistema cardiovascolare e la coagulazione del sangue, nonché la funzione renale. Alcuni studi condotti dall'Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri hanno dimostrato che trattando per 4 anni un campione di pazienti con la somministrazione di omega 3, questi hanno riportato una riduzione di infarti, di morte improvvisa, ictus e mortalità totale rilevante rispetto a coloro che non avevano seguito la stessa terapia, se di terapia si può parlare. Gli omega 3 si possono infatti considerare degli integratori alimentari naturali, che non presentano alcuna controindicazione, a meno che, come per tutte le sostanze, non se ne faccia un abuso. É sempre preferibile introdurli con la dieta, ma per essere certi di assumerne una determinata quantità quotidianamente è utile ricorrere ai numerosi prodotti reperibili in farmacia o parafarmacia.

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Quali cibi contengono gli omega 3?

Per quanto riguarda l'acido alfa linolenico, generalmente il più abbondante dei tre nella dieta, questo ha origine prevalentemente vegetale. É contenuto in gran quantità soprattutto nei semi oleosi e dunque negli olii da essi ricavati (olio di semi di lino, di semi di canapa), ma anche nell'embrione di cereali e legumi. Altri olii che costituiscono una fonte importante sono l'olio di ribes nero, di sacha inchi, l'olio di colza, per non parlare di noci, mandorle, semi di girasole e semi di chia. I derivati dell'ALA, invece, EPA e DHA, sono ricavabili prettamente da grassi di origine animale, e l'alimento d'elezione è certamente costituito dal pesce (ad esempio sgombro, salmone, tonno, sardine e acciughe), seguito da crostacei, olio di pesce e tuorlo d'uovo.

Le ultime promettenti scoperte sugli omega 3

Negli ultimi anni gli omega 3 stanno ricevendo una particolare attenzione dai riflettori del mondo della salute e del benessere. Per gli scettici che potrebbero ritenerla una ennesima trovata mediatica per esaltare le mirabolanti e miracolose proprietà di un prodotto a solo scopo promozionale, e dunque commerciale, la ricerca scientifica può annoverare una serie di risultati sperimentali che ci fanno ben sperare di aver trovato un buon alleato per la prevenzione di alcune patologie. É scientificamente provato infatti che assumere EPA o DHA con la dieta abbassi i livelli di trigliceridi e dunque di colesterolo totale, entrambe molecole che, se immagazzinate in eccesso, costituiscono notevoli fattori di rischio per cardiopatologie, obesità e diabete. Si riduce quindi la possibilità di sviluppare infarto, aritmia cardiaca, ictus, aterosclerosi e ipertensione. Alcuni studi invece suggeriscono un effetto di protezione moderato nei confronti di alcuni tumori, come quello al seno e al colon rettale, ma qui la correlazione a livello biochimico è ancora da studiare a fondo. Una dieta ricca di omega 3 ha invece aiutato un campione di popolazione anziana affetta da degenerazione maculare ad ottenere un rallentamento della progressione della malattia. Ulteriori capacità benefiche comprovate da studi nutrizionali e medici riportano che gli omega 3, facilitando le connessioni a livello di sinapsi neuronali, aumentano le capacità cognitive di apprendimento, memorizzazione e lettura e, notizia che accogliamo con ancora maggiore entusiasmo, aiutano a prevenire e contrastare le malattie neurodegenerative, quali l'Alzheimer, patologia la cui diffusione è in continuo aumento, ma per la quale non esiste ancora una cura, anche perché il suo meccanismo d'azione subdolo è ancora in parte sconosciuto.